Dott.ssa Beatrice Pavoni

I 7 motivi per cui non riesci a stare a dieta!

Set 26, 2020 | Alimentazione

Quante volte hai tentato di metterti a dieta?

E quante volte sei riuscito nell’intento?

Ad di la del mero aspetto fisico, stare a dieta significa essere in grado di provvedere alla propria alimentazione in modo corretto e sano, sia che si abbiano chili in più, sia che non bisogna perdere peso.

Mangiare bene, significa vivere bene.

Eppure il rapporto con il cibo è spesso controverso: ci sono persone che hanno difficoltà a trovare un equilibrio nel mangiare concedendosi troppo spesso degli eccessi o al contrario privandosene del tutto; chi si sottopone a intensa attività fisica e chi non ne fa per niente.

I comportamenti estremi non sono mai risolutivi.

Fatto salvo per casi particolari dove per la perdita di peso è richiesto l’intervento di un professionista dell’alimentazione, sei in grado di provvedere alla tua alimentazione tenendo presente che se non riesci a stare a dieta, un motivo c’è.

Le tentate soluzioni!

Quando parliamo di disturbi alimentari, facciamo riferimento

ad alterazioni delle abitudini alimentari caratterizzati  da un’eccessiva preoccupazione riguardo la propria immagine, in particolare al peso e alle forme del corpo.

I comportamenti più tipici che vengono messi in atto possono essere:

  • Digiunare
  • Vomitare
  • Fare attività fisica esagerata
  • Usare condotte compensative come i lassativi
  • Restringere l’alimentazione

Sono tentate soluzioni, ovvero sono le strategie che metti in atto per tentare di risolvere il tuo problema ma che in realtà lo mantengono nel tempo.

Pensaci!

Per esempio vomitare potrebbe essere una strategia utile per mantenere il proprio peso forma ma al contempo un circolo vizioso dal quale sarà difficile uscire.

Ecco perché vomitare diventa una tentata soluzione perche non risolve il tuo rapporto con il cibo ma mantiene il problema e anzi lo aggrava.

Quali sono le tentate soluzioni più comuni nella ricerca di un equilibrio alimentare?

  • Effetto trasgressione
    • L’effetto condanna
    • L’effetto evitamento
    • L’effetto ribellione
    • L’effetto lotta continua
    • L’effetto idraulico 
    • L’effetto delega
  1. EFFETTO TRASGRESSIONE: più me lo vieto, più lo desidero, piu’ trasgredisco!

«Niente è piu’ irresistibile di un divieto da trasgredire» O. Wilde

E’la tendenza a imporsi un divieto assoluto nei confronti dei cibi ritenuti calorici. Questo categorico divieto si esaspera al tal punto da divenire un irrefrenabile desiderio proprio di quei cibi assolutamente vietati. Tanto piu’ rigido sarà il divieto, tanto piu’ intensa sarà la forza con la quale ti troverai a trasgredire.

  • EFFETTO CONDANNA: il successo apparente che alimenta l’insuccesso!

Tutte le diete sono efficaci ma nessuna funziona sul lungo termine. Questo perché, dopo un breve periodo in cui si riesce a mantenere il peso forma, si torna inevitabilmente a trasgredire e a riprendere i chili persi con gli interessi. Dopo aver subito questo duro colpo, solitamente ritenti con una dieta nuova.

Cosi si crea un ciclo continuo di diete e abbandoni, a cui sei condannato!

E’ l’uso della dieta stessa ad alimentare il problema, creando il circolo vizioso dell’insuccesso-successo.

Sperimenti costantemente soddisfazione e frustrazione.

  • EFFETTO EVITAMENTO: per evitare le sensazioni spiacevoli, rinuncio anche a quelle piacevoli!

Ti metti a dieta perché vuoi renderti più attraente diventando più magro. Poiché la dieta solitamente è basata sul divieto rispetto ai cibi più calorici, questo divieto, a volte, si estende al punto che ti privi anche delle sensazioni connesse al cibo.

Mangiare è un piacere, un’esperienza positiva anche rispetto ai quei cibi proibiti che fanno ingrassare. Ma ogni cosa, se agita con equilibrio, non nuoce. In questo caso preferisci stare alla larga non solo dal cibo calorico ma anche dal piacere che ti evoca. In realtà, l’eccessivo controllo esercitato sull’impulso di cedere alla tentazione, ti porta a essere sgradevole e poco attraente.

  • EFFETTO RIBELLIONE: poichè non ci riesco mi lascio andare!

Quando ti senti frustrato per non aver ottenuto i risultati sperati, ti abbandoni ai piaceri del cibo. Questo prende il sopravvento, colmando il senso di fallimento e inadeguatezza che sperimenti. Ti ribelli nei confronti del cibo e ti arrendi nella battaglia di diventare magri.

  • EFFETTO LOTTA CONTINUA: devo consumare più di quanto mangio!

Fare sport fa bene senza dubbio, ma anche in questo caso il troppo stroppia.

Infatti alla base di questa esagerazione, c’è la convinzione che se consumi più di quanto ingerisci, si dimagrisce.  L ’esercizio fisico intensivo diventa una vera e proprio ossessione e ti sottoponi a intense sessione estenuanti dal punto di vista fisico. Questo processo si rivela anche controproducente: infatti l’attività fisica aumenta la sensazione di fame, dovuta allo sforzo. Mangi, ma più mangia più devi allenarti e più avrai fame. Alla fine solitamente desisti abbandonando questi ritmi incredibilmente sostenuti, finendo per ingrassare.

  • EFFETTO IDRAULICO se mangio troppo, vomito!

Un’altra pericolosa modalità utilizzata, per perdere peso o mantenerlo, è il vomito autoindotto. Il vomito è facile da praticare, consente di mangiare a volontà e di mantenere il proprio peso.

Questa è una delle tentate soluzione piu’ subdole visto che, se reiterata nel tempo, può trasformarsi in un rituale compulsivo basato sul piacere, una forma di disturbo assestante conosciuto Vomiting a cui è molto difficile rinunciare proprio perché basata sulla sensazione del piacere.

Anche se non diventa un rituale e viene utilizzata some mero strumento per regolare il peso, andrebbe comunque incontro a effetti collaterali: l’organismo si difende dagli effetti del vomito assimilando e trattenendo tutto cio’ che puo’ senza piu’ selezionare tra cio’ che fa bene e cio’ che fa male (in pratica s’intossica). Quindi anche cibo in quantità minima, può far ingrassare.

7)EFFETTO DELEGA: la pasticca “miracolosa” o l’intervento “risolutivo”

Cerchi una scorciatoia, un escamotage con cui raggiungere gli stessi obiettivi ma senza lo svantaggio della dieta. Di fronte a eventi che non si è in grado di gestire, solitamente, si tende ad affidarsi, attraverso un processo di autoinganno psicologico, a prodotti e oggetti “magici” in grado di proteggerci e renderci forte (es. un’altra persona, una credenza religiosa, una sostanza miracolosa etc…). Ma tutto cio’ non fa altro che incrementare un senso di incapacità personale e di sfiducia nelle proprie risorse, in quanto, non esiste “pillola magica” o intervento “risolutivo” in grado di fare cio’ che nessun altro puo’ fare al tuo posto!

Dalle soluzioni tentate alle soluzioni concrete!

  1. Lasciarsi andare alle piacevoli fantasie: soffermati volontariamente sul piacere derivante dai cibi che più preferisci e che vorresti consumare nel corso della giornata e immaginati, anticipandone mentalmente, i sapori, gli odori e tutte le sensazioni che accompagnano il momento della consumazione degli alimenti.
  2. Controllare il cibo concedendoselo: anziché avere un controllo eccessivo e restrittivo del cibo, è importante che impari  a concedertelo ed evitare di assumere un atteggiamento di totale e rigido rifiuto, con il rischio di perdere poi il controllo e desiderarlo di più.
  3. Restringere senza restrizioni: circoscrivi l’atto del mangiare entro spazi ben definiti, ovvero colazione, pranzo e cena.
  4. Curare il contesto: al fine di rendere la dieta e la consumazione dei pasti una vera e propria fonte di “piacere”, è importante curare non solo la scelta del cibo ma anche il contesto nel quale mangi. Più curata sarà l’atmosfera, pertanto,  maggiore sarà il senso di equilibrio psico-fisico che ne ricaverà.
  5. Rendere sano il piacere: attraverso il recupero di un controllo equilibrato, che prevede la concessione delle tentazioni, questo regime alimentare ti permetterà di riequilibrare il tuo rapporto col cibo!

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Bibliografia:

Nardone, G (2007) La Dieta Paradossale: sciogliere i blocchi psicologici che impediscono di dimagrire e mantenersi in forma, Ponte delle Grazie

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