Dott.ssa Beatrice Pavoni

Parliamo della Terapia Breve!

Lug 11, 2020 | Lo psicologo consiglia

L’approccio strategico nell’ambito della psicoterapia può essere definito come
l’arte di risolvere complicati problemi umani mediante soluzioni apparentemente semplici
. (Giorgio Nardone)

Tutti gli approcci e gli orientamenti in psicologia sono funzionali alla risoluzione del problema: ciò che differenza un approccio dall’altro è la modalità –ovvero l’insieme di tecniche- con cui il problema viene risolto.

La Terapia Breve è un approccio appunto breve, efficacie ed efficiente, che si prefigge di sfruttare ogni singolo incontro come se fosse l’unico, in modo tale che la terapia preveda un numero di sedute necessarie -non una di più e non una di meno- per la risoluzione del problema.

Breve non significa “veloce o rapido”, ma indica invece il numero di incontri utili per raggiungere l’obiettivo della seduta, solitamente al di sotto dei venti incontri.

L’efficienza con cui raggiunge il risultato sperato, dipende dall’uso di strategie costruite ad hoc, che mirano a eliminare i sintomi e a produrre un cambiamento duraturo nel tempo: è un intervento attivo, dove avrai modo di constatare i risultati già dai primi incontri.

Non si tratta di magia, né di presunzione, né tantomeno di darti false speranze: la Terapie Breve si basa sull’assunto che fare una nuova esperienza, modifichi immediatamente la percezione che hai della realtà, fornendoti strumenti che potrai usare anche al termine della terapia, in totale autonomia. 

Le 4 eresie della Terapia Breve

Ci sono 4 caratteristiche che differenziano la Terapia Breve dagli altri approcci, che vengono chiamate eresie per il fatto che si discostano dagli approcci tradizionali, violando il pensiero comune. 

1. La realtà non è oggettiva, ma soggettiva; esistono tante realtà quante sono le percezioni.  Non c’è una teoria universale per spiegare il comportamento umano, ma  diverse interpretazioni. La Terapia Breve mette al centro la persona e il suo problema, scevra di diagnosi preventive.

2. Il terapeuta strategico non si concentra sulla causa che ha costruito il problema: indaga piuttosto Come funziona il problema, come si mantiene e come si aggrava nel tempo. Blocca le tentate soluzioni: le tentate soluzioni sono i comportamenti che metti in atto per tentare di risolvere il problema, come accade quando parli costantemente e cerchi rassicurazioni per placare la tua ansia. Ma questa strategia ha funzionato nel corso del tempo o la tua ansia è rimasta uguale, forse alleviata sul momento dallo sfogo? Ecco, si tratta di una tentata soluzione, ovvero di un comportamento che alimenta il problema, ovvero la tua ansia.  L’obiettivo è quello di interrompere questi comportamenti per produrne di nuovi che siano funzionali e risolvano il problema.

3.Per risolvere un problema si procede cambiando prima il comportamento e poi il pensiero: l’esperienza concreta modifica la percezione della realtà e di conseguenza il pensiero su quel problema.

4.Grandi problemi non necessitano di lunghi percorsi terapeutici; problemi molto gravi non richiedono terapie complicate e ardue da affrontare. Se c’è un problema, c’è anche una soluzione e a volte basta poco per innescare un cambiamento duraturo.

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Bibliografia

Nardone G. e Watzlawick P. (2010). L’arte del cambiamento. La soluzione di problemi psicologici personali e interpersonali in tempi brevi. Tea, Milano.

Hoyt. M.F (2018) Psicoterapie brevi: principi e pratiche. Cisu.

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