Dott.ssa Beatrice Pavoni

Come migliorare la comunicazione nella coppia ai tempi del Covid (e non solo)

Mag 21, 2020 | Rapporto con se stessi e con gli altri

Questo periodo di quarantena, lo sappiamo, ha modificato la nostra vita quotidiana, cambiando le abitudine, lo stile di vita e chiedendoci lo sforzo di rimanere confinati tra le mura domestiche.

Questa convivenza “forzata” è stata per alcuni versi vantaggiosa, per altri no: penso per esempio a tutte le coppie che hanno condiviso lo spazio per questi mesi e che magari hanno scoperto di essere equilibrate e stabili, facendo fronte insieme alle difficoltà incontrare; altre avranno avuto difficoltà a gestire “quel micro spazio vitale” e si sono scontrare con problematiche che perduravano da tempo; dal’altro canto alcune coppie sono state costrette alla separazione  senza conoscerne le tempistiche e si saranno barcamenate con la distanza come hanno potuto, alcuni riuscendoci, altri no.

La quarantena, possiamo dire che è sta una sfida ardua e ci sono sia vincitori che vinti.

Il comune denominatore che spesso accomuna le coppie, è la comunicazione: voglio dire che spesso non siamo in grado di comunicare in modo costruttivo e non consideriamo come invece la comunicazione sia importantissima per stabilire relazioni funzionali e per influenzare pensieri, credenze, stati d’animo e percezioni.

Con questo non voglio escludere problematiche di altra natura, ma sottolineare come nella maggior parte dei casi alcuni problemi si risolvono, cambiamo modo di comunicare nella coppia.

8 STRATEGIE FALLIMENTARI:  

A questo proposito, voglio esporti gli errori comunicativi più comuni nelle coppie e che si possono estendere a qualsiasi interazione sociale.  

 “L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi.” Oscar Wilde

  1. Puntualizzare

Puntualizzare significa spiegare all’altro come stanno le cose, riguardo a situazioni, sensazioni e emozioni. Sul momento può essere utile per scansare equivoci  ed è assolutamente corretto da un punto di vista logico, ma alla lunga può trasformarsi in un’arma a doppio taglio:  è fastidioso sentirsi ripetere come le cose e come potrebbero essere fatte in un modo diverso.

La buona intenzione si trasforma in un sottile rimprovero e spesso porta il partner a ribellarsi anziché a darti ragione. Oscar Wilde dice: « C’è sem­pre qualcosa di fatale nelle buone intenzioni».

  • RECRIMINARE:

Recriminare significa invece accusare l’altro, esponendo le sue colpe. Credo che ti sarà sucesso di recriminare qualcosa al tuo partner; anche in questo caso le tue intenzioni sono buone e logiche ma l’effetto che produci è devastante: l’accusato infatti, che si sente sotto processo, ha la tentazione di ribellarsi e soprattutto convertire le proprie colpe in colpe altrui, passando per innocente. Come sostiene Nietzsche: « Gli esseri umani sono capa­ci di sublimi autoinganni: trasformano le proprie colpe in colpe altrui… La memoria e i sensi di colpa cedono volen­tieri il passo alle sensazioni presenti ».

  • RINFACCIARE:

Il rinfaccio è molto comune e vorrei che evocassi un ricordo in cui hai rinfacciato al tuo partner qualcosa. Nardone afferma “Colui che rinfaccia si pone come vittima dell’altro e, da questa posizione di dolore, usa la propria sofferenza per indurre il partner a correggere quei comportamenti che l’hanno generata. Ma, purtroppo, il risultato di solito è che non solo il partner raramente cambia comportamento, ma addirittura s’indispone, si arrabbia e spesso diventa an­cor più opprimente.”

  • PREDICARE

La predica l’abbiamo subita tutti dai nostri genitori, maestri o educatori. La sua funzione comunicativa può essere corretta all’interno di alcuni contesti come quello scolastico ma non all’interno di una relazione amorosa. Il predicatore sceglie arbitrariamente cosa è giusto e cosa è sbagliato secondo una morale  del tutto soggettiva. Il risultato è che la persona a cui viene fatta la predica, ha una voglia irrefrenabile di trasgredire. Voltaire dice: «E proprio delle censure accreditare le opinioni che esse attaccano ».

  • TE L’AVEVO DETTO

Ti è capitato di dire al tuo partner: “io te l’avevo detto che se non chiamavi per prendere appuntamento,  non c’era più posto” oppure “Lo sapevo io che non dovevo lasciarti uscire stasera” o ancora Non mi hai voluto fare retta? Ecco questo è quello che succede”

Il messaggio che lanci  è che il tuo partner ha commesso un errore perché non ti ha ascoltato. Il problema è che se tu hai sbagliato e ti senti in colpa, sentirti rimproverare per lo stesso motivo con tono provocatorio e profetico, non fa che accrescere la tua rabbia e ostinazione, soprattutto perché l’altro non possiede una verità oggettiva.

  • LO FACCIO SOLO PER TE

Ti è capitato di renderti disponibile arbitrariamente per il tuo partner nel fare qualcosa e poi prendertela perché lui non è stato sufficientemente grato per averlo aiutato?

Il tuo è in realtà un bellissimo gesto altruistico ma non richiesto. Chi lo subisce si trova intrappolato in un’ambiguità: dovrebbe ringraziarti per un favore non richiesto e al contempo si sente in colpa perché si percepisce come bisognoso di aiuto. Tu inconsapevolmente assumi il ruolo di vittima di un sacrificio unidirezionale che però non è stato richiesto esplicitamente.

  • LASCIA…FACCIO IO

Immagino che spesso ti sarà capitato di aiutare il tuo partner con un “ Lascia, ci penso io a questa pratica” o “lascia ci penso io a mettere apposto” o ancora “lascia faccio io questa torta”. E’ una comunicazione sottile ed infida che lascia un messaggio chiaro al tuo partner: tu non lo reputi in grado di fare qualcosa e ti sostituisci a lui.

  • BIASIMARE

Nardone afferma : “Il biasimo […]è una sequenza rappresentata da una prima parte nella quale ci si complimenta con l’altro e una seconda parte nella quale si afferma che però avrebbe potuto fare di meglio, di più o che ciò non è abbastanza. Il lettore immagini di arrivare all’appuntamento con la propria partner con un prezioso regalo: lei è seduta al ta­volo di un ristorante elegante e raffinato alla quale l’avete invitata e, dopo aver degustato piatti prelibati e champa­gne, finalmente apre il vostro regalo. Mentre apre il pac­chetto vi ringrazia dolcemente. E fin qui, tutto pare mera­viglioso. Poi lei tira fuori il regalo, uno splendido anello d’oro bianco con una ghiera di brillanti. A questo punto vi guarda, e con un sorriso che si trasforma per metà in una smorfietta vi dice: «È bellissimo, caro, ma come hai fatto a dimenticare che a me piacciono le pietre singole e l’oro giallo? » Anche il più virtuoso dei partner avrebbe voglia di in­goiarsi l’anello.”

Ora che hai chiari quali sono gli errori più comuni della comunicazione, puoi risolverli, adottando delle strategie comunicative che ti aiuteranno ad appianare molti conflitti.

  1. Domandare piuttosto che affermare.

Molto spesso siamo soliti affermare un pensiero, una sensazione o un’emozione, piuttosto che domandare se stanno veramente cosi le cose e lasciare all’altro la possibilità di spiegarsi.

Immagina questa conversazione:  « Come mai non mi consideri abbastanza? »E’ una domanda accusatoria e che presume che la persona non ti stia considerando a priorio senza aver chiaro quale sia la ragione. Inoltre lasci troppo spazio alla risposta e non aiuti a focalizzare la comunicazione sul problema. Se invece esordissi cosi: « Negli ultimi tempi mi dedichi poca attenzione perché ho commesso una serie di errori o perché semplicemente non mi ritieni all’altezza? » Non c’è nessun tono scomodo o fastidioso e lasci al partner un alternativa di risposta in una conversazione dove, non ti ergi a inquisitore ma anzi, chiedi aiuto per avere un chiarimento in merito a una sensazione.

  • Chiedi, verifica piuttosto che sentenziare:

Anziché inferire le cause, le motivazioni dalle risposte che ti da  il tuo partner, prima verifica che sia cosi come hai compreso, attraverso una parafrasi che puoi fare cosi: «Correggimi se sbaglio, da quanto mi hai detto, sem­brerebbe che…» questa strategia comunicativa consente di aprire il dialogo a una collaborazione piuttosto che a una competizione perché ti consente di mantenere la giusta rotta della conversazione e al contempo rende il tuo partner disponibile a continuare.

  • Evoca piuttosto che spiegare.

Molto spesso usiamo spiegazioni logiche e razionali che però non sortiscono un effetto duraturo; parlare, comunicare significa anche essere in grado di entrare in contatto con le emozioni dell’altro, per questo spesso è meglio utilizzare delle immagini che evochino le sensazioni o le emozioni in cui il partner può identificarsi.

Frase razionale: Quando sbagli, mi fai arrabbiare

Frase emotiva: Quando mi ferisci, mi sento come calpestato e umiliato, come se non contassi nulla. Quale delle due ha un maggior impatto emotivo? Eppure il significato è lo stesso.

  • Agisci piuttosto che pensare:

Una volta che hai individuato il problema, raggiunto un accordo con il tuo partner e quindi capito ciò che deve essere modificato, FALLO. Modificalo.

E’ come aver strutturato l’itinerario di un viaggio, pagato il volo, prenotati gli alberghi, fatto le valigie e poi non hai aperto la porta di casa per uscire.

Allo stesso modo se non agisci per cambiare ciò che non funziona, nulla cambierà. Ora tocca a te.

Ricordati che il primo assioma della comunicazione umana dice che: “e’ impossibile non comunicare” Quindi tutto ciò che fai o dici in relazione con un’altra persona, ha un effetto sull’interazione.

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Bibliografia:

Nardone, G. (2013) Correggimi se sbaglio: Strategie di comunicazione per appianare i conflitti nelle relazioni di coppia. Ponte delle grazie

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